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REGOLARIZZAZIONE EDILIZIA · ROMA

CILA in sanatoria Roma: regolarizzare lavori già eseguiti

Lavori ultimati1.000 €Sanzione nazionale indicata per la comunicazione tardiva
Lavori in corsocirca 333,33 €Riduzione prevista se la comunicazione avviene spontaneamente prima della conclusione
Onorario tecnicoda 600 €Da definire in base a complessità, rilievi e documentazione

Risposta rapida: a Roma la cosiddetta CILA in sanatoria, o CILA tardiva, può regolarizzare opere già eseguite che rientravano nella manutenzione straordinaria soggetta a CILA e che risultano conformi alla disciplina edilizia applicabile. Per lavori ultimati la sanzione prevista dall’articolo 6-bis del D.P.R. 380/2001 è pari a 1.000 euro. Se la comunicazione viene presentata spontaneamente mentre i lavori sono ancora in corso, la sanzione è ridotta di due terzi, quindi a circa 333,33 euro.

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Che cos’è la CILA in sanatoria

“CILA in sanatoria” è l’espressione comunemente utilizzata per indicare la comunicazione tardiva relativa a interventi eseguiti senza la preventiva Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata. Il riferimento normativo è l’articolo 6-bis del D.P.R. 380/2001.

Non si tratta di un condono e non rende automaticamente legittima qualsiasi opera. Il tecnico incaricato deve ricostruire lo stato legittimo dell’immobile, controllare i precedenti edilizi e accertare che le opere fossero effettivamente soggette a CILA. Se l’intervento ha interessato strutture, prospetti, destinazione d’uso o opere sottoposte a un titolo diverso, è necessario valutare un’altra procedura.

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Quando è possibile presentarla a Roma

La pratica può essere presa in considerazione quando ricorrono, in sintesi, queste condizioni:

  • le opere rientrano tra gli interventi soggetti a CILA;
  • non sono state interessate parti strutturali dell’edificio;
  • lo stato precedente dell’immobile è documentabile attraverso titoli e atti attendibili;
  • la distribuzione realizzata rispetta le norme urbanistiche, edilizie e igienico-sanitarie applicabili;
  • sono disponibili gli eventuali atti di assenso richiesti da vincoli o discipline speciali;
  • la data o il periodo di esecuzione delle opere può essere ricostruito in modo credibile.

La sola corrispondenza con la planimetria catastale non dimostra la regolarità urbanistica. Il Catasto ha finalità fiscali: per stabilire la legittimità occorre esaminare i titoli edilizi e la documentazione comunale.

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CILA tardiva con lavori in corso o lavori ultimati

SituazioneSanzione nazionaleAttività necessaria
Lavori ancora in corsoCirca 333,33 euroDeposito spontaneo della CILA prima della conclusione delle opere
Lavori già ultimati1.000 euroVerifica dello stato legittimo e presentazione della comunicazione tardiva

Alla sanzione si aggiungono i diritti di segreteria di Roma Capitale, l’onorario professionale e gli eventuali costi per accesso agli atti, aggiornamento catastale o altre prestazioni.

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Quali opere possono rientrare nella CILA tardiva

La valutazione deve essere svolta sul caso concreto. In linea generale possono rientrare nella CILA opere interne non strutturali come:

  • spostamento, eliminazione o realizzazione di tramezzi;
  • diversa distribuzione degli spazi interni;
  • creazione o modifica di un bagno nel rispetto dei requisiti prescritti;
  • apertura o chiusura di porte su tramezzi non portanti;
  • frazionamento o fusione senza interventi strutturali e senza aumento della volumetria complessiva, nei limiti consentiti;
  • modifiche impiantistiche connesse alla manutenzione straordinaria.

Per approfondire i casi pratici puoi consultare anche le guide sulla demolizione di un muro interno e sulla ristrutturazione del bagno a Roma.

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Quando la CILA in sanatoria non basta

La CILA tardiva non è la procedura corretta se le opere richiedevano una SCIA, un Permesso di Costruire, un’autorizzazione paesaggistica o altri atti di assenso. Sono quindi necessari accertamenti ulteriori, per esempio, in presenza di:

  • interventi su muri portanti, solai, travi o altre strutture;
  • modifiche rilevanti dei prospetti o delle aperture esterne;
  • aumenti di superficie o volume non riconducibili alla CILA;
  • cambi di destinazione d’uso urbanisticamente rilevanti;
  • opere realizzate in contrasto con vincoli, regolamenti o requisiti igienico-sanitari;
  • difformità derivanti dal titolo originario o da precedenti interventi non legittimati.

In questi casi il tecnico deve stabilire se ricorrono i presupposti per una SCIA in sanatoria, un accertamento di conformità, il ripristino delle opere o un’altra procedura. Una domanda presentata con il titolo sbagliato non risolve la difformità.

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Verifica dello stato legittimo e accesso agli atti

Il passaggio decisivo è il confronto tra stato attuale e stato legittimo. Si esaminano licenza o concessione edilizia, progetti approvati, condoni, precedenti CILA o SCIA, eventuali varianti e atti che abbiano legittimato l’immobile.

Quando i documenti del proprietario non sono sufficienti, può essere necessario richiedere l’accesso agli atti presso Roma Capitale o il Municipio competente. I tempi di questa fase dipendono dalla disponibilità e dalla completezza dei fascicoli. Non è corretto promettere una sanatoria prima di aver verificato i precedenti.

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Procedura per regolarizzare i lavori

  1. Analisi preliminare: raccolta di atto di provenienza, planimetria catastale e pratiche disponibili.
  2. Accesso agli atti, se necessario: acquisizione dei titoli edilizi e delle planimetrie depositate.
  3. Sopralluogo e rilievo: misurazione dello stato attuale e individuazione delle difformità.
  4. Verifica tecnica: controllo della procedura corretta e dei requisiti urbanistici e igienico-sanitari.
  5. Elaborati grafici: rappresentazione dello stato legittimo, delle opere eseguite e dello stato attuale.
  6. Pagamenti: generazione dei diritti e versamento della sanzione prevista.
  7. Deposito telematico: compilazione e trasmissione della pratica tramite il SUET di Roma Capitale.
  8. Aggiornamento catastale: presentazione del DOCFA quando la planimetria catastale deve essere aggiornata.

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Documenti normalmente necessari

  • documento di identità e codice fiscale dei titolari;
  • atto di proprietà o altro titolo di legittimazione;
  • planimetria e visura catastale aggiornate;
  • precedenti edilizi disponibili;
  • delega e incarico professionale;
  • rilievo completo dell’immobile;
  • indicazione attendibile del periodo di esecuzione dei lavori;
  • eventuali autorizzazioni, nulla osta o documenti condominiali pertinenti.

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Quanto costa una CILA in sanatoria a Roma

Il costo complessivo non coincide con la sola sanzione. Per un appartamento ordinario fino a 200 m², le principali voci sono:

VoceImporto indicativo
Sanzione per lavori ultimati1.000 euro
Sanzione con lavori ancora in corsocirca 333,33 euro
Diritti di segreteria Roma Capitaleda 291,24 euro, in base alla superficie
Onorario tecnicoda 600 euro, secondo complessità e documentazione
DOCFA, accesso agli atti e altre prestazionida quantificare separatamente

Gli importi professionali sono valori di partenza, al netto degli oneri fiscali e previdenziali applicabili, e non costituiscono un’offerta automatica. Il tariffario comunale può essere aggiornato: prima del pagamento viene verificata la pagina ufficiale di Roma Capitale dedicata a costi e sanzioni.

Per il quadro completo delle voci consulta la pagina dedicata al costo della CILA a Roma.

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Quando serve l’aggiornamento catastale

Il DOCFA è normalmente necessario quando le opere hanno modificato la distribuzione interna rappresentata nella planimetria catastale o hanno inciso sui dati dell’unità immobiliare. L’aggiornamento catastale deve essere coerente con la pratica edilizia: non può sostituirla né sanare opere urbanisticamente irregolari.

Prima di una compravendita occorre verificare separatamente la conformità urbanistica e la corrispondenza catastale. Presentare soltanto una nuova planimetria al Catasto non risolve una difformità edilizia.

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Tempi della CILA tardiva a Roma

Se la documentazione è completa e non serve l’accesso agli atti, il rilievo, le verifiche e la predisposizione della pratica possono richiedere indicativamente alcuni giorni lavorativi. Quando mancano i precedenti edilizi, sono presenti vincoli o emergono difformità ulteriori, i tempi aumentano.

Il deposito telematico produce una ricevuta, ma ciò non equivale a una certificazione generale di regolarità rilasciata dal Comune. Roma Capitale conserva i poteri di controllo sulla pratica e sulle opere dichiarate.

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CILA in sanatoria prima della vendita

Molte difformità vengono scoperte durante la preparazione di una compravendita o di una relazione tecnica. È opportuno iniziare la verifica con anticipo: se la difformità non rientra nella CILA o se occorre reperire i titoli edilizi, la regolarizzazione può richiedere più tempo del previsto.

Il tecnico deve controllare l’intera storia urbanistica rilevante, non limitarsi al confronto tra lo stato attuale e la planimetria catastale. Questo riduce il rischio di depositare una pratica incompleta o non idonea.

Se la comunicazione era stata regolarmente presentata e manca soltanto la conclusione, il caso è diverso: la guida su CILA aperta e vendita dell’immobile spiega le verifiche da effettuare senza presumere automaticamente una sanatoria.

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Verifica preliminare e preventivo

Per valutare il caso sono utili la planimetria catastale, alcune fotografie, una breve descrizione dei lavori eseguiti e, se disponibili, i precedenti edilizi. Dopo una prima analisi è possibile definire le verifiche necessarie e formulare un preventivo dettagliato.

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Domande frequenti sulla CILA in sanatoria

La CILA tardiva sana qualsiasi difformità interna?

No. Può riguardare soltanto opere riconducibili alla CILA e tecnicamente regolarizzabili. Per interventi strutturali, aumenti di superficie, cambi d’uso rilevanti o altre opere maggiori deve essere individuato il procedimento corretto.

La planimetria catastale conforme basta per vendere?

No. La corrispondenza catastale e la regolarità urbanistica sono verifiche diverse. Una planimetria aggiornata non sostituisce il titolo edilizio.

La sanzione è sempre di 1.000 euro?

È pari a 1.000 euro per la mancata comunicazione relativa a lavori già ultimati soggetti a CILA. Se la comunicazione è presentata spontaneamente mentre l’intervento è ancora in corso, la legge prevede la riduzione di due terzi.

Si può presentare la pratica senza accesso agli atti?

Solo quando lo stato legittimo è già ricostruibile con documentazione completa e attendibile. Se mancano titoli o elaborati, l’accesso agli atti è normalmente necessario.

Chi presenta la CILA in sanatoria a Roma?

La pratica è predisposta e asseverata da un tecnico abilitato e viene trasmessa telematicamente attraverso il SUET, con il coinvolgimento del soggetto avente titolo sull’immobile.

Pagina aggiornata ad agosto 2026. Le indicazioni sono generali: procedura e costi devono essere verificati sul singolo immobile e sulla normativa vigente al momento dell’incarico.

Pubblicato il Articoli cila Roma

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